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Le birre juicy IPA

Le birre juicy IPA

Si è parlato e si continua a parlare tantissimo delle Juicy IPA:  birre torbide, succose, molto fruttate…  alcuni le chiamano “birre da masticare”, altri “birre fangose”. In questo articolo ci soffermeremo a capire come sono nate e quali sono le loro caratteristiche.

Siamo nella regione del New England, nella parte nord-orientale degli Stati Uniti d'America, più precisamente nello stato del Vermont. I gestori di un piccolo Brewpub situato a Burlington, stanchi delle solite India Pale Ale, decidono di sperimentare una birra del tutto innovativa.
Nascono  così, le Juicy IPA, note anche come New England IPA (NEIPA) e Vermont IPA. Si dà così il via a un processo che oggi sta spopolando, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo, Italia compresa.

Non esiste una definizione precisa ma si potrebbe considerare un nuovo sotto stile della categoria delle India Pale Ale.

A un primo esame visivo, subito a colpirti è l’opalescenza, la torbidità, quasi dall’aspetto fangoso. Si chiamano Juicy proprio perché a guardarle sembrano dei succhi di frutta. Questa caratteristica, però,  non va d’accordo con i principi tradizionali.
E’ vero che i birrifici artigianali non filtrano e non pastorizzano e l’opalescenza è comune, ma nelle Juicy questo aspetto è estremamente marcato.
Quindi, per queste birre dimenticate la valutazione in base al suo grado di pulizia visiva!

Le Juicy IPA non puntano sull’amaro dei luppoli ma sull’elevata luppolatura aromatica. Vengono prodotte con massicce quantità di luppoli in late hopping e dry hopping. Il risultato deve regalare un sorso pieno e appagante con un bouquet intenso. Generalmente si opta per luppoli provenienti dall’Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, per esempio il Galaxy, l’Amarillo, il Citra, il Mosaic e simili. Questi sono luppoli che regalano note di frutta tropicale (mango, papaya, ananas, frutto della passione) o di altri frutti succosi e succulenti (pesca, albicocca) o di agrumi. Si cerca di evitare il carattere erbaceo e resinoso che risulterebbe troppo pungente per questo stile.

Al palato sono morbide, avvolgenti, quasi “masticabili”, dando una sensazione di vellutato e di cremoso. Per questo, spesso, si aggiungono fiocchi di frumento o altri cereali non maltati ricchi di proteine.

Per quanto riguarda i lieviti, di solito, si utilizzano lieviti non totalmente neutrali.
Il più importante è il cosiddetto Vermont, o Conan, che dona una lieve morbidezza e delle note di pesca che nei lieviti americani, totalmente neutrali, vengono precluse.

Tante NEIPA vengono vendute in lattine con le lettere DDH IPA su di esse (acronimo Double Dry Hopped IPA). Identificano le birre luppolate a freddo in modo massiccio a fine cottura, in fase di fermentazione e post fermentazione.
Solitamente il naso è fragrante, fresco e molto intenso. In bocca l’amaro non è estremo, poiché come già sappiamo il dry hopping influisce sull’aroma e non sull'amaro.
Tanti birrai però affermano che si tratta solo di una mossa di marketing, le persone vogliono sempre più e di più. In questo caso non può esistere un termine “Double”  perché nessuno ha il coefficiente originale.
Non si può raddoppiare qualcosa che non hai individuato.

La matematica è semplice, ma la birra non tanto.

Mossa di marketing, o no, solo una moda passeggera o uno stile che durerà nel tempo?!

Nel frattempo vi inviterei a fare una ricerca sul nostro shop online Abeervinum, inserendo lo stile New England Ipa.
Ci sono tante proposte di 71 Brewing, To Øl, Mikkeller, Brewski, Amager, La Débauche, Amundsen, Gipsy Hill, Uiltje, Northern Monk ecc.
Per maggiori informazioni non esitare a contattarci.

Categoria: Birra

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